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Affaticamento respiratorio: cause e rimedi

Come affrontare un affaticamento respiratorio 

L'affaticamento respiratorio è un termine ombrello, sotto il quale ricadono molti sintomi diversi: fiatone, respiro corto, affanno e fame d'aria. Tutte sensazioni provate dai pazienti che riconducono alla mancanza di aria a sufficienza nei polmoni e a situazioni molto diverse fra loro. Può emergere durante o dopo uno sforzo fisico ma anche a riposo, in conseguenza di una malattia conclamata o come campanello d'allarme di qualcosa che ancora non si sa di avere.

Ecco le cause principali dell’affaticamento respiratorio

L'affaticamento respiratorio durante lo sforzo fisico è normale: il cosiddetto “fiatone” se si fanno le scale di corsa è del tutto nella norma, soprattutto se non si è allenati. L'importante è che l'affanno sia commisurato allo sforzo: avere il fiatone anche solo dopo aver percorso pochi passi non è invece accettabile.

Il respiro affannoso è patologico quando emerge all'improvviso, a riposo, magari da sdraiati: a quel punto va interpellato un medico per capire qual è il problema che questo sintomo denuncia. 

Tra le malattie più comuni annunciate dall'affaticamento respiratorio ci sono: 

- Ostruzione dei bronchi piccoli: asma e bronchiti

- Ostruzione della trachea o dei bronchi grandi: stenosi, muco, corpi estranei,

- Malattie del polmone: polmonite, fibrosi

- Malattie della pleura: pleurite, versamento pleurico

Questa valutazione va fatta da un medico specializzato in pneumologia, il quale si avvarrà anche di strumenti diagnostici come raggi del torace, spirometrie, broncoscopie, radiografie e tac, ma anche una semplice misurazione della saturazione dell'ossigeno nel sangue (che si fa soffiando in un apparecchio apposito).

Spesso l'affanno è collegato a situazioni ansia e stress: quando tutte le cause fisiologiche sono state escluse e il disturbo resta, l'unica soluzione è cercare di combattere il sintomo usando proprio la respirazione.

Come combattere gli episodi di affaticamento respiratorio? 

Nei momenti di “crisi”, quando il respiro accelera, bisogna contrastarlo respirando invece profondamente con il diaframma: inspirare gonfiando la pancia, trattenere il respiro per qualche secondo e poi buttare l'aria fuori. All'inizio sarà difficile, ma poi dopo qualche ripetizione la situazione andrà migliorando. Nei film americani spesso si vedono le persone in preda a crisi di panico respirare in un sacchetto: è un rimedio effettivamente utile, perchè obbliga a respirare anidride carbonica, cosa che induce un effetto rilassante durante una crisi di iperventilazione. 

L'affaticamento respiratorio è un sintomo da non sottovalutare: quando insorge va sempre approfondito e curato. Chi soffre di ansia e stress può approfittare dell'inizio della bella stagione per concedersi passeggiate o perché no, anche un po’ di sport all'aria aperta, che contribuiranno a ridurre i sintomi anche grazie ai benefici della vitamina D contenuta nei raggi solari.


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